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_MAD_ perchè il prossimo elogio alla follia sarà dedicato a me...
n. novecentosettantotto/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 17 gennaio 2012

Come scegliete un libro da leggere?

"Antigua, vita mia" di Marcela Serrano.

 

Non ho mai saputo rispondere con precisione. Un insieme di fattori, ho sempre creduto. Oggi comprendo che ciò che mi attrae di un libro facilmente sarà la citazione al suo inizio (se c'è)... perchè sono condivisione di parole per condividere sensazioni, significati e sentimenti.

 

E quindi... sono già sicura che questo libro che oggi inizio, mi piacerà ad un livello superiore, interiore, profondo. Non uno di quei libri che leggi e dimentichi insieme. Un libro che rivestirà una certa importanza, per me, per la mia storia, la mia crescita, i miei cambiamenti... Sensazioni d'armonia con queste pagine per via della citazione iniziale che mi ha catapultato dentro di me, più dentro, piu dentro ancora.

 

"La poesia è l'unica

prova concreta

dell'esistenza dell'uomo."

- Luis Cardoza Y Aragón -

 

Tra queste pagine ci sarà Poesia. Lo sento. E so che l'amore particolare che nutro per la Poesia sarà il più durevole di questa mia esistenza. L'ho incontrato ed è in me, indelebile, ad infiammarsi ogni volta che incontro versi sparsi, spezzati di me, nel mondo fuori di me. Ogni piccolo verso si salda a me, ritrovato, per sempre.

 

E infatti, eccolo il verso che mi rapisce portandomi lontanissima a mostrarmi il senso per poi lasciarmi qui a interrogarmi inutilmente...

 

"L'anima sceglie di chi circondarsi. Allora chiude la porta."

- Emily Dickinson -

n. novecentosettantasette/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 16 gennaio 2012

Sto camminando dietro a Porta Nuova. In direzione stazione per tornare a casa. E arriva. L'inconfondibile profumo di hot dog. Forte, intenso. Di carne cotta mescolata a ketchup, majonese, senape e verdure varie cotte anche quelle.

 

Lo seguirei, questo profumo. È ora di pranzo. E fa un freddo cane (cagnesco, avrei detto una volta!). Mentre questo profumo sa di caldo. Già. Sa di adolescenti imbacuccati nei loro cappotti, con sciarpe grosse e cappelli di lana. Sa di nasi rossi e labbra secche che attendono davanti ad una bancarella. Sa di mani gelide che stringono un panino e cercano di scaldarsi inutilmente nella piazza ventosa di una Praga ancora invernale. Sa di stupide gare divertenti a chi mangia il panino più carico di schifezze. Sa di giovinezza. Sa di ricordi lontani. Sa di gita al liceo.

 

Una volta mi avevano detto che i profumi risvegliano ricordi vividi...

n. novecentosettantasei/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 15 gennaio 2012

Non so se quello che ho in mente si possa definire miracolo... però, sono sicura di volerne portare memoria e quindi, sostanzialmente, è la cosa più importante della giornata. Avrei potuto raccontare della nuova definizione di enoteca data da Mater mentre, facendo compagnia alla figlia-lava-piatti-solo-nel-week-end, faceva le parole crociate ad alta voce (: banca del sangue). Avrei potuto raccontare della meravigliosa cena messicana come saluto al Fratello Acquisito che se ne torna in Spagna dopo le vacanze natalizie. Avrei potuto rivelare i commenti e i complimenti alla me in gonna e splendida (come sostenunto dalla VoceFemminile ad ogni nostro incontro). Avrei potuto trovare un miliardo di p.m.q. e invece...

 

E invece tutta la mia attenzione, tutta la bellezza di questa giornata, si concentra in uno sguardo mancato. E cosa mai ci sarà di particolare da dover ricordare? Beh... le sensazioni condivise anche se effimere, impalpabili, fugaci come una manciata di polvere di terra dissolta da una folata di vento. Sensazioni lette istantanee e subito scomparse dalla faccia di quella persona che non ha trovato nei miei occhi uno sguardo momentaneo di condivisione di quel nonulla che andava condiviso. Quel mancato sguardo, per un attimo, ci ha rattristati e delusi. Per un attimo. Per un attimo... perchè certi sguardi durano attimi. Certi sguardi sono pause di complicità ristoratrice tra sconosciuti prima di riprendere ognuno per sè la propria corsa. In certi sguardi c'è della poesia... anche in quelli mancati...

           
n. novecentosettantacinque/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 14 gennaio 2012

«Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò...»

- Jovanotti -

 

E inevitabilmente i pensieri corrono lì,

alle scommesse che ancora non ho giocato...

 

A volte certe parole giungono quasi salvifiche per smovere situazioni.

 

n. novecentosettantaquattro/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 13 gennaio 2012

Una volta mi avrebbero dato dell'universale. Pallavolisticamente parlando. Forse esiste ancora, questo ruolo, ma io sono completamente disinteressata alla pallavolo teorica e, in verità, anche a quella pratica a meno che non si tratti di evitare di far cadere qualche pallone.

 

Perchè universale? Perchè l'universale fa tutto. Credo. Sa fare tutto. E io modestamente...

Anche se preferisco definirmi eclettica. Elcettico sa un po' da filosofia, universale è un tantino megalomane per i miei gusti.

 

Ma vabbè, eclettica o universale che sia, la sostanza non cambia di ciò che sto raccontando. E cioè: che oggi, dopo tanti anni che non accadeva, sono tornata ad entrare in campo ogni volta con un ruolo diverso... (qualcuno potrebbe definirmi anche "tappabuchi"... ma è soltanto una versione meno carina dell'eclettica pallavolista che sono!). Insmma, nella partita disputata quest'oggi, ho giocato prima da banda, poi da opposto ed infine da alzatore. Facendomi valere magnificamente in ogni ruolo, soprattutto l'opposto!

 

Entrata sul 24-21 (vantaggio nostro), al momento del cambio, s'è creato un po' di scompiglio: solitamente sostituisco il giro dietro della banda che in quel momento era in prima linea. Sguardi spaventati. Occhiate mie all'allenatrice che chiedono spiegazioni. Timide spiegazioni che giungono. E scompiglio che scompiaglia la squadra avversaria che sbaglia battuta e ci regala il set. Tutto merito mio, ovviamente! Perchè perdiamo 3-1 e quell'1 è arrivato con me in campo...!

n. novecentosettantatre/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 12 gennaio 2012

Ha appena tentato (senza successo, ovviamente!) di restituirmi una pallonata in faccia, quando, guardandola come per chiederle "ma con chi credi di avere a che fare?!", affermo con fare deciso:

 

«Guarda che ho i riflessi pronti... come una sveglia, io!»

 

Scambio di occhiate stranite? Forse.

Ma Lei soprassiede e va di complimento (grazie!): «Sì. In effetti lo notavamo proprio all'unltima partita. Io non facevo neanche in tempo a vedere dove andava la palla che tu c'eri già sotto...»

 

Ma in fin dei conti lo sapevo già! Sarò pure sbadata e scoordinata, come sostiene il Capitano, ma ho i riflessi pronti!

 

E... le unghiate negli occhi per evitare palloni bastardi... non contano!

n. novecentosettantadue/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 11 gennaio 2012

 "Spuntano come funghi" (cit.)

 

Che immenso piacere. E che immensa sorpresa, salire in treno ed incontrare tra i passeggeri mattinieri un amico padovano-GiramondoVolando. Che immensa chiacchierata, meravigliosa e inaspettata. Che racconti lontani, vicini, improbabili. Che scoperte. Che facilità parlare di argomenti che nemmeno comprendo come mi salgano alle labbra. Che confessioni, che simpatiche considerazioni. Che intimità profonda raccontare vissuti di famiglie così diverse...

 

Per un'ora di queso viaggio fortunato per la sua puntualità (e a Lui – il GiramondoVolando – lo faccio notare subito) parliamo ininterrottamente. Di futuro. Di morosi che non ci sono. Di lavoro. Di studi che si riprenderanno. Di genitori e famiglia. Di un po' d'invidia (ed ognuno ha il suo motivo) perchè «loro – Mater e Pater – mi mostrano quotidianamente tutto ciò che io non ruscirò ad avere...». Di "lo spaccio per l'amico gay". Di film di Ozpetek tipo "Mine Vaganti". Di metodi "infallibili" per riconoscere uomini gay. Ad esempio:

 

«Ha tante amiche?»

«Beh... sì, solo amiche praticamente...»

«Allora è gay...!» Sicuro, definitivo, privo di altre possibilità...

=)

 

E giù a ridere.

           
n. novecentosettantuno/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 10 gennaio 2012

Visioni. Visioni angeliche. In tuta arancione e croce verde. Visioni che creano scompiglio. Visioni che attirano l'attenzione di molte lavoratrici. Visioni senza nome. Purtroppo. Visioni che salvano, perchè loro salvano le persone che, in cerca di aiuto, li chiamano. Visioni uniche che mai più rivedremo.

Visioni alte, more, ben definite, scolpite...

 

Ma intanto ci gustiamo gli occhi per bene, noi Assistenti Sociali di questo UEPE lugubre, illuminato d'improvviso da due giovani operatori d'ambulanza.

Con la bocca spalancata da tanta bellezza, creiamo l'ingorgo nell'angusto corridoio che funge da triste sala d'attesa. Sembiamo delle quindicenni...! Tutte intente ad osservare la scena, i risolini imbarazzati sulle labbra, gli spintoni e le gomitate a significare: "Hai visto che due strafighi?!?"

 

Peccato se ne siano andati così presto... senza lasciarci nemmeno il tempo di trovare una mezza scusa anche solamente in parte plausibile per chiedere loro un qualche recapito ed iniziare così ad importunarli... velatamente, però!

n. novecentosettanta/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 9 gennaio 2012

"Mia piccola Mad! Se non esistessi bisognerebbe inventarti!! Sei unica*!! Non sai quanto mi manchi!! Ciao orrida!!"

 

Attestazioni d'amicizia dopo che la sottoscritta ha taggato qualcuno dei suoi amici su fbk. Il tag riportava ad un qualche mio p.m.q.

 

E quasi lacrimo di fronte a questo messaggio della MiaSposina...

Anch'io ti voglio bene. Ma rimango esterrefatta!

 

* un po' come tutti...

n. novecentosessantanove/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 8 gennaio 2012

A stento trattengo le lacrime. Maledetto sole. Maledetto freddo. Sono loro che mi irritano gli occhi. Mi alzo per mettermi alle Sue spalle e nascondergli la mia sofferenza... Reazione stupida. Non credo se la sia bevuta.

 

È troppo presto. Male parole. Recriminazioni. Anche qualche insulto? Esce tutto. Ovvio. La razionalità stesa, sopita dopo i due spritz che mi sono concessa.

 

Maledetto freddo.

Maledetto sole.

Ci salutiamo.

 

A casa, subito frugo nell'armadio. Cianfrusaglie sparse. Un braccialettino di corda nero con un pendaglio. Mai messo.

 

A Te che me l'hai regalato, a Te che non ricordo chi sei, scusa.

 

Prendo la forbice e trancio la cordicella. Il pendaglio. Quello mi interessa. È un piccolo sole. Azteco. Non se sia davvero azteco. Mi viene così. Mi piace così. Argentato o d'argento. Lo infilo nella mia catenina d'argento freddo.

 

La chiudo intorno al mio collo, questa collanina nuova. Lo poso sul mio cuore, questo sole freddo. Simbolo di ciò che sono, della luce che cercherò solo in me. Io sono il sole. Un sole che, prima o poi, scalderà.

 

A futura memoria. Al mio collo. Per sempre. Questo sole che io sarò.

Inossidabile. Inseparabile. Indispensabile.

 

In verità... è stata una domenica calda...

n. novecentosessantotto/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 7 gennaio 2012

Alcune cene fanno davvero tanto bene. All'autostima. Anche se è tutta immaginazione, l'importante è credere che sia vero. Poi tutto il resto andrà anvanti come se quella cosa solo creduta sia davvero avvenuta. Teorema di Thomas insomma...

 

Scrivo in modo obrobrioso. E mente scrivo mi giunge alla mente una poesia ancora non scritta nè creata.

 

Perchè autostima? Perchè la Mad sa di essere l'amica di una ragazza molto bella. Talmente bella che, il mio essere al suo fianco, mi fa recitare non la parte della brutta... ma addirittura quella del fantasma inesistente...

E, ragazzi, meglio brutta che invisibile! Ve lo posso garantire. La Dea e il Mostro è una coppia che rimarrebbe molto più impressa negli occhi altrui...!

 

Vabbè... ma a cena questa sera... è (forse) accaduto un fatto sorprendente, dal mio 'non-più-invisibile' punto di vista. Noi due sedute una accando all'altra. Lui al tavolo di fronte. Lui carino. Lui. Lui che continuava a girare il suo sguardo verso il nostro tavolo. Lui di cui io ho incrociato incredula e poi sorridente (nell'animo) lo sguardo. Lui che, forse, guardava me. E non Lei, la Cara Amica inconsapevole (forse?) al mio fianco. Lui che ha 'scelto' me e non Lei... avendo a disposizione entrambe le possibilità.

n. novecentosessantasette/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 6 gennaio 2012

Ma non son mai stata così felice di scoprire il susseguirsi dei messaggi tra me (dormiente) e le Altre, con cui si decideva di non andare a fare shopping in saldo alla mattina presto. L'appuntamento era alle 9.15 e io, leggendo in ritardo tutta la conversazione, sono riuscita solo a commentare all'alba delle 8.28, dal letto:

 

"... posso tornare a dormire?"

 

E la risposta più bella dell'American Girl è stato un semplice meraviglioso sì, che mi ha permesso di dormire per la prima volta da mesi fino alle 11.15... alzandomi finalmente fresca e riposata per un'allegra colazione con Pater e Frater (Mater era andata a camminare presto – pazza!)

n. novecentosessantasei/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 5 gennaio 2012

La cosa "simpatica" dell'essere solo per metà lavoratrice sta nella profonda disponibilità dei miei semi-colleghi a non farmi fare assolutamente nulla se mi vedono arrivare – totalmente inaspettata – nelle condizioni in cui sono arrivata oggi...!

 

Distrutta, stanca, assonnatissima e sbadigliante causa cena a casa della Cara Amica conclusasi in nottata tarda.

 

Tra silenzi addormentati e chiacchiere ubriache (perchè the sleep-effect è uguale al drunk-effect) il mio Cancelliere preferito, quello un po' più Orso, Quello che sembra un po' più brusco, Quello che accompagno sempre in udienza, Quello lì che mi piace tanto, Lui ha commentato comprensivo:

 

«Tutti, nella loro vita, dovrebbero provare una giornata del genere a lavoro...»

n. novecentosessantacinque/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 4 gennaio 2012

Secondo voi... c'è da preoccuparsi se una madre all'improvviso – la mattina presto mentre vi accompagna in stazione – vi domanda, sconcertata e incredula, come mai nessuno vi voglia?!

 

Precisamente con queste parole: «Insomma: tu e tuo fratello siete due bei ragazzi. Non sarete Miss e Mister universo, ma fate la vostra porca figura... com'è che nessuno vi piglia?!?!!»

 

(?!?!?!?!!??!!?!?!)

 

Em... forse devo essere felice del fatto che in questa domanda/constatazione sia compreso anche Frater, per la serie "mal comune mezzo gaudio"...?

E perchè mai, poi, stasera tutti i miei amici si son fatti delle sonore risate udendo tale mio racconto?!?

 

Mah... i misteri della vita...

n. novecentosessantaquattro/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 3 gennaio 2012

Amichevole contro la squadra dell'Allenatore Simpatico, questa sera. Persa 3-1 perchè qualcuna di noi era un po' appesantita da queste feste, ma non facciamo nomi nè ruoli. Tutto sommato ce la siamo circa giocata... e, dato che la squadra avversaria era pure una prima divisione, possiamo sostenere che ce la siamo cavata sofficientemente bene. Sottolineiamo che, ovviamente...!, io ero in campo nel set vinto! =) E ho fatto gesti atletici superbi (...!) tra tuffi e rullate con recupero.

 

Ero molto di buon umore!

 

Talmente di buon umore che, solo per questo motivo, non mi sono spaccata la caviglia.

(Dico così perchè conosco delle teorie – oppure ricordo approssimativamente teorie altre – che sostengono che sia più facile farsi male quando si è di cattivo umore. E quando mi sono scavigliata l'anno scorso era una bruttissima giornata... dato che, dopo un litigio di un certo livello, avevo architettato la fuga da casa in stile adolescente ribelle. Vabbè!). Dai, ammetto che forse un aiutino minimo l'ha dato anche la mia adorata cavigliera che ha tenuto tutto stretto stretto, legato legato. Ma quei dieci secondi di terrore mentre percepivo quel che sarebbe potuto accadere in assenza di questo sostegno meraviglioso, li hanno visti tutti, credo, dipinti sulla mia faccia mentre saltellavo su un piede solo in mezzo al campo.

 

Amo la mia cavigliera!

 

E... voglio proprio tanto bene all'Allenatore Simpatico, che mi prede in giro, mente 'dolcemente' dicendo che mi ha vista bene in campo e continua a mancarmi...

=)

n. novecentosessantatre/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 2 gennaio 2012

Per gentile concessione me ne vado dalla Cara Amica. Oggi sono in ferie. Lei si sta riprendendo dalla sua malattia. Così passiamo il pomeriggio insieme. Ad annoiarci...!

 

No, dai. Scherzo.

Mi sono divertita ad imparare a memoria certi video della sua gita a Madrid...

"Ma è un video?" "Sì, sambuco!" (semi-cit.)

 

No, dai. Scherzo. Ad aiutarci è arrivata una telefonata lunghissima con Rotolo che non ha voglia di uscire e non sa che scusa inventare per tirare un gran pacco all'amica che lo assilla. Ci facciamo tante risate. E ci sentiamo un poco stronzi, ricordando sganassando battute mie davvero ciniche in risposta a domande inutili della Cara Amica.

 

Ve la dovrei risparmiare (un po' mi vergogno...) ma sono maniaca della memoria che debbo serbare riguardo al mio afinalistico viaggio su questa Terra e quindi svelerò. Si parla di un morto, ma la sua identità rimarra segreta e conosciuta solo a noi...

Una all'Altra: "Ci sono novità?"

L'Altra all'Una: "Sì, è resuscitato..."

 

Vabbè...

In ogni caso, mi becco il mio regalo!! Yuppi! Immeritatissimo e, come al solito, non contraccambiato. Ma non è nulla di eccezionale... (pfiu, meno male). Ops... scusa Cara Amica! È una tazza sulla quale è stato inciso (oserei dire sbavato...!?) il mio nome con un corsivo 'orrido'. Ops... mi viene da sorridere, perchè è praticamente un complimento: io adoro la parola ORRIDO, nonostante il significato. Quindi... che non se la prenda nessuna!

 

Insomma sono rimasta esterrefatta come al solito di fronte al pensierino.

E sorrido di nuovo: ricordi da ultimo e primo dell'anno in compagnia della MiaSposina!

n. novecentosessantadue/4
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 1 gennaio 2012

Titolo: Conversazioni a 5 ore dall'inizio del muovo anno.

Personaggi: la MiaSposina, IlMarito, Mad.

Scena: A conclusione dei festeggiamenti, in una stanza in penombra ci infiliamo i cappotti per andarcene a casa.

 

IlMarito premuroso: «Allora, ti sei divertita?».

È un interesse serio il suo, sentito.

 

E con serietà ammetto il fatto: «Sì»

Anche se la domanda, così a brucia pelo, mi sorprende un po'.

 

La MiaSposina subito lo riprende:

«Ma non puoi fare una domanda del genere, altrimenti l'altro si sente obbligato a dirti di sì...»

Forse è un po' imbarazzata per la sua domanda così diretta.

 

IlMarito: «Ma è me basta!»

Come a dire: non mi interessa se è una bugia, per me è sufficiente il sì.

=)

           
n. novecentosessantuno/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 31 dicembre 2011

Il treno partiva alle ore 13.52. Ero in ritardo. Strano.

Ad un certo punto, dopo dieci minuti che girovagavo per casa col cappotto addosso, la borsa in spalla e la valigia in mano, Mater ha commentato: «Ora capisco perchè sei sempre in ritardo. Sei come tuo padresì, adorabile Pater! - ti sposti senza meta in giro per la casa in cerca di chissacchè...»

 

Già. Da quando infilo la giacca a quando varco la soglia di casa per uscirne possono passare delle mezz'ore. (Vale anche per il senso contrario – entrare e spogliarsi – perchè ho bisogno di ambientarmi). Sono sempre convinta di scordar qualcosa e invariabilmente me ne accorgo quando ho chiuso la porta. Come oggi.

La fortuna è stata che c'era Mater a guardarmi ed è quindi tornata lei a prendermi "la cosa".

 

"La cosa" indispensabile è l'abbonamento del parcheggio vicino alla stazione dove io sono diretta e dove devo lasciare l'auto per due giorni: senza non si va da nessuna parte!

 

Il fatto è che non sapevo dove ficcarmi questa tesserina d'abbonamento, così appena ho potuto l'ho appoggiata da qualche parte e me ne son partita... Sì, senza ricordarmi di riprenderla. Ho caircato la macchinina con tutto il necessario e dopo 5 minuti mi è sorto il fatidico dubbio atroce: dov'è l'abbonamento? Con qualche imprecazione mi son fermata a svuotare la borsa e a cercare, cercare, cercare. Agitazione e sudori. Erano le 13.23. Sono addiruttura smontata per cercare sui sedili posteriori. Niente.

 

In preda al panico da 'oddio ora perdo il treno', sono ripartita per casa. Senza cintura e col cellulare all'orecchio per avvisare Meter che scendesse a cercare quello stramaledettissimo abbonamento. Che era esattemente dove l'avevo appoggiato, anche se io non ricordavo di averlo appoggiato in alcun posto. E di corsa, sono ripartita. Erano le 13.30.

 

Niente traffico... a parte un odiabile personaggio che andava ai 45 km/h e, un po' più rilassata, sono scesa dalla macchina parceggiata con tutti i bagagli. Erano le 13.40.

 

Ora, il problema stava nel fatto che il tragitto da percorrere a piedi si fa (io lo faccio) in 7 minuti netti quando il passo è molto lesto e sono in scarpe da ginnastica. Quindi non oggi... dato che, per esaltazione momentanea al momento di vestirmi, mi sono messa in gonna con i tacchi e ho pure il trolley e il panettone al cioccolato a rallentarmi ulteriormente.

 

Ebbene... credo che la serie di dialoghi tra le due me che si scannavano ad alta voce mentre 'corricchiavo' in modo "molto elegante" verso la stazione, sarebbero stati da riprendere. Risate nervose a parte, ci siamo maledette per questa assurda scelta di tacchi... mandandoci reciprocamente a quel paese perchè le scarpe basse sono molto più agili e quindi molto più appropriate ai viaggi. C'è da dire che, cmq, ci siamo entrambe divertite. E, anche se di corsa, siamo arrivate in stazione con un sorriso smagliante e felice... a 2 minuti dalla partenza del treno! Erano le 13.50.

 

Poi, dopo la fatica, dopo la sudata, mentre tentavo di riprendermi dai tremori dell'agitazione... ho scoperto che il treno era in ritardo di 30 minuti.

 

Trenitalia si scusa per il disagio. E vi ringrazia per aver viaggiato con lei, nonostante questo (come se esistessero delle alternative). Erano le 14.09 quando il treno successivo a quello che avrei dovuto prendere lasciava Vcenza con soli 4 minuti di ritardo.

n. novecentotrentanove/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 10 dicembre 2011

Quando senti che sta arrivando il malumore corri all'appuntamento cui stai per tirare pacco: vedrai che ti passa e sarai felice. E' una nuova teoria per cui ho deciso che farò tutto quello che farei se fossi di ottimo umore anche quando non sono poi così tanto di buon umore... Alzerò la testa, le spalle guarderanno al cielo invece che a terra, dipingerò un sorriso sulle mie labbra e mi scuoterò. Il risultato è assicurato. Il primo esperimento è andato splendidamente proprio queto pomeriggio con Rotolo che mi aveva invitato ad una mostra. Stavo per tirargli un gran pacco e all'ultimo mi sono riscossa: ho buttato giù dal letto me stessa, cestinato il malumore, mi sono vestita carina, truccata e poi corsa (letteralmente) all'appuntamento – dato che ero in sonoro ritardo!

 

E... mi sono divertita tanto. Siamo andati a vedere una piccola mostra consigliata a Rotolo dalla sua prof dell'università, commentato quest'Artista a me sconosciuto (forse a fine post inserirò la foto di un quadro), osservato gli invitati altri a questa inaugurazione e poi passeggiato carinamente per il centro alla ricerca di un baretto carino e caldo dove fermarci a prendere un aperitivo.

 

Tra l'altro è stato proprio in questo frangente che ho affermato a metà tra lo scherzo e la serietà:

«Spero che non staremo mai insieme, altrimenti mi sparo... perchè siamo troppo indecisi!»

Beh... stavamo cercando di decidere in che posto fermarci a bere lo spritz e non entravamo in nessuno... Quando poi abbiamo scelto è andata benone eh... eravamo tutti e due un po' alticci... per uno spritz, capite?!

           
n. novecentotrentotto/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 9 dicembre 2011

«Posso farti una domanda indiscreta?»

Comincia così il discorso con Pater, subito dopo pranzo, ricordandomi tanto le premesse di Mater quando vuole affrontare argomenti fastidiosi...

 

Ma Pater non affronta questioni spinose, oggi, anche se io l'accolgo diffidente con un:

«Dipende...»

 

E sapete... mi sembra così strano commentare ora che il soggetto trattato non sia stato spinoso...

Mi fa sorridere dentro, nel cuore. Forse è prematuro... ma quando il sole sta per sorgere, prima il cielo si rischiara e... l'argomento spinoso di Pater riguardava la rinascita che sembra io stia avendo da quando l'Abrasivo Protettivo è definitivamente uscito dalla mia vita senza possibilità alcuna che vi rientri, per lo meno per il momento. Già. La tesi di Pater è che Lui e la relazione 'terribile' che con Lui avevo mi adombrava completamente, e adombrava anche tutto il resto della mia vita...

 

Ebbene, io non sono convinta di essermi solo fissata con Lui... io ci ho creduto fino allo stremo, fino a diventare cieca. Come capita in vicende similari. Talmente cieca che il giorno della Notizia Triste, l'ultma volta che ci siamo visti, Io gli proponevo di andar via due giorni e Lui mi diceva che si vedeva con un'Altra. Due livelli di relazione totalmente sfalzati.

 

Ebbene, io non so se davvero si possa dire che stia bene. Ma... qualche tassello sta andando al suo posto e me ne sto rendendo conto ogni volta dopo un po' che il tassello è lì ad occuparlo questo suo posto...

E Pater che dice: «Si vede che stai meglio, stai recuperando una normalità di relazione con il resto del Mondo...»

Al che io rispondo: «Sai che non sei il primo che me lo fa notare...? Tante persone mi hanno detto che sono proprio bella in questo periodo... Una mi ha chiesto se sono innamorata e io ho dovuto rispondere che piuttosto sto uscendo da una brutta batosta.»

 

Così, la massima del giorno è la seguente.

Liberarsi e rinascere... è un po' come innamorarsi. Ti rende splendida, solare, sorridente, bella, luminosa. Ti trasforma da pianeta a stella che brilla di luce propria e non più di luce riflessa...

n. novecentotrentasette/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 8 dicembre 2011

Stiamo sparecchiando dopo aver consumato il pasto con i nostri ospiti e Mater, allrmata e divertita, insinua: 

«Ma sei ubriaca...?»

 

??

(i punti di domanda rappresentano i miei pensieri conseguenti e la mia espressione)

 

«Beh... non ti ho mai vista tanto partecipe e attiva nel dialogo intrafamiliare come oggi dopo che lo Zio si è arrabbiato...!»

 

Vorrebbe forse sostenere, Mater, che sono una muta ascoltatrice solitamente disinteressata a ciò che si tratta nelle conversazioni da tavola con i nostri parenti?!? No, non sosterrebbe mai una tal baggianata... forse intendeva dire che 'oggi sembravo di umore piuttosto buono', vero?!

           
n. novecentotrentasei/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 7 dicembre 2011

Se due amici che non si vedono da tanto tempo finalmente s'incontrano avranno un mucchio di cose da raccontarsi. Se poi gli stessi si trovano in anticipo di un'ora rispetto al resto della combriccola che ha organizzato la serata perchè si trasformi più in nottata discotecara facile sarà che, pur di evitare la discoteca, decidano di paccare e di scappare dal luoco dell'incontro comunitario prima dell'arrivo degli altri andando a nascondersi in qualche altro locale. Il tutto per chiacchierare in lungo e in largo delle proprie vite e storielle sentimentali...

 

E il piano sarebbe anche perfettamente riuscito (rinchiudersi in qualche locale caldo con qualcosa da bere in mano) se tutti e ripeto tutti non avessero cominciato a telefonarci. Mm... Rotolo non mi aveva mai chiamata e la sua telefonata mi ha lasciata stupefatta. E poi Lei che chiama il mio compagno di pacco – Olimpiade – per intimargli di tornare indietro. E infine la Cara Amica che chiama per ordinarci di non tirare pacco...

 

Ecco. Così, mogi e pieni di sensi di colpa, cediamo alle insistenze e il nostro adorato piano va in fumo per colpa dei cellulari. Eh... ce lo siamo anche detti poi:

 

«Dovevamo spegnerli i telefoni...!»

Perchè è statat tutta colpa loro...

n. novecentotrentuno/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 2 dicembre 2011

Tutto inizia quando la "titolare" del ruolo giocato dalla Opposta Bionda arriva in ritardo alla partita.

Passi il ritardo che è giustificato (era al visitone a scuola...), ma volete mettere il suo trattenersi a colloquiare – del più e del meno – con allenatrice e diregente mangiando una banana?! Noi Rotoline siamo veramente perplesse al suo comportamento e soprattutto alla benevolenza dell'AllenatriceNuova verso Lei. Cioè... non solo arrivi in ritardo, ma pure ti mangi la banana mentre noi ci scaldiamo e poi salti il riscaldamento?!? E l'AllenatriceNuova non dice niente?!? Boh...

 

Il Capitano mi fa:

«Spero che si faccia male perchè non si è scaldata...»

 

Il fatto è che Lei – Lei che mangia la Banana – è inspiegabilmente titolare, secondo la maggior parte delle atlete. Salta allenamento al venerdì per andare alle feste di compleanno, fa le cose alla cavolo, sbuffa sugli errori delle altre, è un terno al lotto in battuta, manda in rete metà degli attacchi e un quarto sugli spalti... per cui l'Opposta Bionda è un po' seccata... giustamente, dato che darebbe maggiori sicurezze in campo. Soprattutto se, come capita oggi, perdiamo 3-0 con un opposto in campo (Lei che mangia la banana) che non ne combina una di giusta...

 

Insomma, alla fine della partita, arrabbiatissima, si scontra con Lui che le chiede per quale motivo sia di questo pessimo umore.

Risponde Mad: «E' satura, non ne può più... è alla frutta...»

Integra l'Opposta Bionda: «Sì, alla banana...»

n. novecentotrenta/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 1 dicembre 2011

E sono sei mesi. Sono sei i mesi che sono trascorsi dall'inizio di questa piccola piccola avventura di questo servizio civile. È tempo di tirare anche qualche somma e di fare qualche conto tenendo presente che questi uffici hanno le loro difficoltà, le loro storie, le loro persone con ruoli specifici e interagenti, le loro relazioni... E, ad essere sinceri, io credo di essere in grado di relazionarmi al meglio con ognuno. Mi ci vuole un po' probabilmente, ma nel giro di qualche mese sono certa di aver capito come girano le cose e di essere riuscita ad entrare nell'ambiente relazionale... avendo così la possibilità di portare piccolissimi cambiamenti – forse positivi...

 

Sto bene qui. Sto bene in questa lugubre sede e in questo clima teso perchè mi sento di avere una piccolissima, una tenera e indifesa possibilità di portare una speranza in questo momento di disagio e di scoramento. E quindi, ora che mi sto liberando del mio clima interno teso e della mia maschera lugubre... sono qui. Sono qui per impegnarmi. Sono qui per essere utile a chi ne ha bisogno. Sono qui per portare un sorriso... e un raggio di sole.

la Mad
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2011

diventa quel che pensa!


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la Mad
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2011

VUOle chiudere tutTO

 

e questa foto rappresenta perfettamente il suo stato...

 

 

http://carlini-fitness.blogspot.com/2011/09/tristezza-autunnale-e-aumento-dipeso.html


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n. novecentotre/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 4 novembre 2011

Mettiamo caso che, durante la giornata lavorativa, si facciano delle chiacchiere impegnate con il Cancelliere che ho al fianco. Chiacchiere del tipo: perchè questo, perchè quello? Perchè facciamo in questo modo? Cosa significa quella cosa?

 

Ecco. Durante una di queste conversazioni istruttive capita la mia domanda – che ora non ricordo. Il tutto partiva dall'istanza di liberazione anticipata che un condannato in via definitiva ma libero aveva presentato. Esatto! Condannato ma libero... "c'è qualcosa che non quaglia" (se il termine è fuori luogo non mi interessa, un brindisi al Pelle del MioLiceo!), avevo pensato io come state pensando voi! Invece si può. E funziona così:

 

Quando una sentenza di condanna diventa definitiva, se la pena inflitta è inferiore ai 3 anni di reclusione, il Giudice emette ordine di esecuzione e contestuale sospensione della pena avvisando il condannato che avrà 30 giorni di tempo per presentare istanza di misura alternativa al carcere. Presentata la domanda, il soggetto è libero fino alla decisione del Tribunale di Sorveglianza che sulla domanda deve decidere. Quindi, per quel periodo di tempo, il soggetto è condannato, ma in stato di libertà.

 

Il sorriso, cmq, mi viene con l'esempio, quando il Cancelliere sobriamente comincia:

«Quando ammazzerai tuo marito e ti daranno tre anni di carcere...»

 

Subito lo interrompo 'sapientemente':

«Dubito che per l'omicidio di mio marito mi daranno solo tre anni...»

 

E Lui:

«Ti avranno concesso le attenuanti perchè era uno stronzo!»

 

Ecc, ecc, ecc...

=)

n. ottocentottantatre/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 15 ottobre 2011

È l'unico sorriso di questa giornata.

 

Perchè stai così? Per quello che, chi mai leggerà il mio diario, ho sempre considerato sciochezzuola. Per quello che non può, secondo il mio pensiero, illuminare il cielo o oscurarlo completamente in base alla sua felice presenza o alla sua terribili assenza. Ma tant'è, oggi e con oggi s'intende questo lungo infinito insopportabile periodomi arrogo il diritto di stare male. Di camminare a testa bassa. Di piangere. Di non sorridere. Di colpevolizzarmi. La verità non è che Lui non mi merita, che non gli piacevo abbastanza... la verità è che io non ho mai capito niente e ho sbagliato tutto.

 

E la vita proseguirà in questa mia modalità di triste tranquillità. Non ho forze per reagire. Abbiate pazienza amici miei se non esco, se non vi cerco, se non rido, se sembra continuamente che stia crollando il Mondo. Non è così... è crollata solo quell'unica parte che ancora mi dava fiducia e speranza e sogni per il futuro. Passerà. Passa tutto. Passa l'amore, passano le nuvole, passano le persone, passa il tempo, passerà anche il dolore. Arriveranno altri sogni e tornernno i sorrisi...

 

Intanto, oggi, un sorriso sincero me lo fa fare Tutankamon's Wife (la moglie di Tutankamon). Titolo del secondo secondo preparato da Gianni Bomcompagni per la puntata di "Chef per un giorno" trasmessa oggi. Chi è la moglie di Tutankamon...? La faraona con contorno di patatine novelle... e quando i critici lo scoprono all'arrivo del piatto al loro tavolo si fanno grandi "ohoh" di scoperta divertita...

 

=)

n. ottocentosettantacinque/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 7 ottobre 2011

Voglio partire per il Mondo, per un viaggio senza ritorno nei luoghi più dispersi... più disagiati. Voglio conoscere. Voglio incontrare. Voglio entrare. Voglio aprirmi e lasciare entrare. Voglio sentire e soffrire e gioire in profondità. Non si può stando qua. Al di qua di uno schermo, di una finestra, di una campana di vetro che mostra tutto ma protegge e che con la sua protezione mi isola. Voglio starci in mezzo. Alle Persone e alle cose. Alla Natura e alla sabbia. Alle gioie e ai dolori. Voglio conividerli. Voglio farli miei. Voglio viverli. Voglio provarli nel midollo, nel DNA. Voglio sapere di cosa si parla. Voglio stordirmi di emozioni, ubriacarmi di esperienze estreme. Voglio la ricchezza dell'umanità nella povertà materiale. Voglio essere nell'inferno e incontrare la bellezza che ci nasce e lo affronta. Voglio commuovermi, voglio arrabbiarmi, voglio urlare, voglio alzarmi e fare, voglio stare in silenzio e pensare. Voglio avere il coraggio di andare, di lasciare, di tornare e di nuovo andare. Voglio stare là.

 

Sogno? Nel giorno in cui mi si dice che l'unica cosa importante, l'unica cosa che ci tiene in vita sono i sogni, nel giorno in cui capisco che quello che mi manca interiormente è un sogno... può tutto questo mio pensare rappresentare il sogno che mi ostino a credere di non avere?

 

Tutto per una chiacchierata su Palestina e Israele?

Mi risveglio? O è solo un timido batter di palpebre prima del sonno eterno?

Una parte di me suggerisce di non aprire gli occhi, il male è ovunque e uccide. Fa troppo male. Nei rari momenti in cui mi fermo ad ascoltare e a guardare, fa troppo male. Ancora mi dibatto nel mio inferno interiore. Cerco di non sentire per sopravvivere.

 

Invece... vogio arrabbiarmi. Qualcuno mi scuota perchè voglio arrabbiarmi. E sentire. E agire. Ricomincia il ciclo? Un anno tira. Un anno molla. Un anno tira?

n. ottocentosessantanove/3
post pubblicato in Piccolo Miracolo Quotidiano, il 1 ottobre 2011

La Cara Amica mi telefona all'improvviso. È un sabato sera mogio, come il reso del sabato. Sono stesa a letto sotto le coperte concentrata sul mio raffreddore in arrivo e sulla palle girate che mi ritrovo ed il malumore che non sono riuscita a frenare. In verità sono principalmente di una stanchezza indescrivibile... da lacrime agli occhi che, infatti, faticano a stare aperti.

 

Esordisce: «Ciao Mad! Che fai?!»

Rispondo, un po' in imbarazzo: «Sono a letto...»

Ride mentre commenta: «Non avevo dubbi...!»

 

Alla fine mi combina un'uscita perchè «siamo giovani, non fare la vecchia, andiamo a caccia di uomini, non si può stare a casa il sabato sera, un po' di vita dai» (and so on)... e, anche se non sono in forma, mi tiro con i miei nuovi acquisti di mercoledì: vestitino e stivali. E proprio sugli stivali si concentra poi la nostra conversazione perchè subito mi chiede:

 

«Wao, stivali?! Brava! Come sono?»

Ed io che non so mai trovare le parole giuste comincio con le mie perifrasi:

«Sai tipo quel materiale che somiglia al velluto? Ecco sì... kashmir...?»

E Lei, giustamente: «Kashmir? Sì... certamente, Mad! Intendi forse camoscio...?»

«Eh sì, proprio quello! Grazie!»

 

Sapete quante volte me l'ha tirata fuori questo kashmir/camoscio durante la serata?!?

Era un errore terminologico così esagerato?!

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